Coordinamento Servizi Informatici Bibliotecari di Ateneo
Università degli Studi di Lecce
Piano Coordinato
delle Università di Catania e Lecce

Descrizione ed obiettivi
 
           1. Descrizione generale
           2. Settore dell'intervento
           3. Localizzazioni
           4. Area di impatto
           5. Obiettivi
           6. Soggetti promotori
           7. Durata complessiva del piano
           8. Impatto sui partecipanti, sul territorio e sulla collettività
 

 1. Descrizione generale
L’oggetto del Piano consiste in una pluralità di iniziative coordinate che si articolano nel modo seguente:
  •  
  • Individuazione del patrimonio storico-scientifico e culturale "mobile" delle due Università (biblioteche, fondi, archivi, collezioni, raccolte, etc.);
  •  
  • Effettuazione delle corrispondenti opere di tutela e salvaguardia (recupero, restauro, catalogazione, recupero informatizzato, etc.);
  •  
  • Individuazione del patrimonio edilizio, eventualmente anch’esso di valenza storico-culturale, ed effettuazione delle opere di adattamento, rifunzionalizzazione e riqualificazione;
  •  
  • Trasferimento del patrimonio mobile negli edifici predisposti e realizzazione di un sistema integrato di Centri ( Biblioteche, Archivi, Musei, Città della Scienza, etc.);
  •  
  • Uso di tecnologie avanzate ed innovative informatiche e multimediali con laboratori di sviluppo delle stesse;
  •  
  • Uso di tecnologie avanzate ed innovative per lo studio, la diagnosi, la salvaguardia dei Beni Culturali oggetto del Piano con laboratori di sviluppo delle stesse.
    In concreto il Piano si articola in 25 iniziative, di cui 15 riguardano l'Università di Catania e 10 l'Università di Lecce.
    Esse sono ripartite nei due distretti come sinteticamente mostrato nella successiva figura:

    In sintesi il Piano persegue l'obiettivo del potenziamento dei servizi alla didattica e alla ricerca, principalmente secondo le seguenti due linee direttrici:
  •  
  • la piena fruizione del patrimonio storico-artistico della Università,
  •  
  • il largo utilizzo delle moderne tecnologie nel settore della informatica.
    Lo schema seguente illustra gli aspetti salienti:

    Infine, elementi qualificanti del Piano sono:
  •  
  • Il coordinamento fra due aree culturali (Catania e Lecce) rappresentanti due realtà con aspetti complementari;
  •  
  • La costituzione di servizi specialistici (S1 ed S2) rivolti all’utilizzo, potenziamento e sviluppo dei sistemi informatici ed all’utilizzo, potenziamento e sviluppo di tecnologie analitiche.
    Questi servizi hanno una doppia valenza: da un lato sono indirizzati al pieno raggiungimento degli obiettivi globali del Piano, dall’altro sono direttamente rivolti ai docenti ed agli studenti, quali servizi specialistici per la didattica e la ricerca, come ad esempio i laboratori multimediali, il laboratorio di analisi non distruttiva e il laboratorio di datazione con metodo nucleare.
    L’innovazione è così legata a tre aspetti.
  •  
  • Il primo coinvolge tutto il Piano nella sua globalità in quanto proposta e sperimentazione di un nuovo ed originale servizio che integra nella continua pratica ed utilizzo la cultura umanistica con quella scientifica e tecnologica di due distretti culturali diversi ( quello di Catania e quello di Lecce), anche attraverso i moderni mezzi informatici.
  •  
  • Il secondo si qualifica come sperimentazione di sistemi avanzati di gestione e trattamento dati e di uso di reti ad alta velocità. I numerosi aspetti innovativi dell’uso delle tecnologie informatiche e telematiche evidenziati dai vari interventi concernono due aspetti essenziali:
    1.  La prima categoria di innovazioni è legata alle proporzioni del progetto nel suo complesso. Se è vero, infatti, che molte tecnologie informatiche stanno consolidando il loro ruolo nel panorama dell’utilizzo, è anche vero che la scalabilità del loro uso, sia in termini di numero dei fruitori dei servizi, che in termini di vastità del materiale interessato alla fruizione, presenta ancora numerosi problemi tecnici se le proporzioni sono quelle raggiunte dal caso qui rappresentato. Se - per fare un esempio - realizzare un CD-ROM contenente materiale librario e permetterne la lettura da un singolo computer è operazione acquisita allo stato dell’arte, lo stesso non può dirsi della fruizione di un intero fondo librario o di un’emeroteca da parte di decine o centinaia di utenti contemporanei distribuiti in reti locali e geografiche. In questo caso infatti la necessità di servire contemporaneamente il contenuto di un gran numero di CD-ROM, il traffico di rete che l’operazione genera, la difficoltà di acquisire su CD-ROM grandi quantità di dati di natura spesso particolarissima (è tipico il caso dei papiri antichi), configurano nel complesso una sfida tecnologica non indifferente, che per essere vinta necessita del meglio delle conoscenze tecnologiche e della capacità di ricerca ed innovazione.
    2.  La seconda categoria di innovazioni è di carattere più specifico e riguarda singoli aspetti delle tecnologie utilizzate nell’ambito del progetto.
    Possono essere fatti diversi esempi:
     
  •  
  • Le enormi quantità di dati serviti in rete nello stato di regime del progetto richiedono una progettazione accurata ed innovativa delle reti telematiche che gli fanno da supporto. Le tecnologie prescelte non devono limitarsi ad offrire un banda trasmissiva adeguata (obbiettivo di non facile realizzazione se si tiene presente la necessità di una integrazione LAN-WAN praticamente trasparente e la eterogeneità delle infrastrutture destinate alla fruizione dei servizi), ma supportare le caratteristiche particolari delle applicazioni in gioco (non è ad esempio pensabile la fruizione di applicazioni multimediali in rete senza l’uso di protocolli capaci di fornire QOS (Quality of Service) differenziate per ciascun servizio. Altra questione rilevante dal punto di vista progettuale, e ancora oggi aperta alla sperimentazione, è lo studio delle possibilità di trasporto di differenti protocolli di rete da parte dell’infrastruttura di comunicazione.
  •  
  • Altro settore nel quale sono richieste tecnologie informatiche sofisticate e capacità di sperimentazione è quello dell’acquisizione digitale di documenti dotati di particolari caratteristiche di vulnerabilità meccanica o termica, di grandi dimensioni o di scarsa leggibilità. In quest’ultimo caso sono richiesti interventi di restauro digitale che implicano l’uso innovativo di tecniche di elaborazione d’immagini.
  •  
  • Lo sviluppo di applicazioni multimediali richiede lo studio di metodi per la presentazione razionale delle informazioni e di paradigmi di navigazione che consentano l’ottimale fruizione di un complesso di nozioni in forma multimediale.
  •  
  • Il terzo aspetto è strettamente legato alle specifiche attività di ricerca finalizzate all’innovazione dei servizi S1 ed S2 nel settore della didattica e della ricerca.
     
    1.  Il laboratorio di analisi non distruttiva svilupperà ulteriormente per es. i metodi di standardizzazione nelle determinazioni analitiche non distruttive degli elementi in traccia caratterizzanti i manufatti costituenti il patrimonio storico artistico.
    2.  Il Centro per la datazione al Radiocarbonio con metodologie nucleari metterà a punto un servizio tecnologicamente innovativo di datazione praticamente non distruttiva e ad elevata precisione, velocità ed affidabilità, di materiale di natura organica (legno, fossili, ossa pigmenti, etc.) di notevole rilevanza per la ricerca in campo archeologico e storico-artistico, ma anche geologico e ambientale.
    3.  I laboratori multimediali sperimenteranno la integrazione delle competenze tecniche (per lo sviluppo del software) con quelle scientifiche (per i contenuti) e con quelle pedagogiche (per l’efficacia didattica) ed artistiche (per la presentazione del prodotto). L’utilizzo dei prototipi nelle attività didattiche istituzionali permetterà di esaminare e valutare l’impatto delle nuove tecnologie nella didattica.

    Ricerche negli ambiti sopra citati sono attualmente in corso presso le due Università e verranno ulteriormente sviluppate presso i Servizi e Laboratori del Piano, orientando le scelte tematiche verso il potenziamento dei servizi alla Didattica ed alla Ricerca.
    In definitiva il Piano si presenta come un originale, anche se complesso, strumento per un Osservatorio interessato a cogliere e valorizzare le connessioni con il sistema "virtuoso" dell’innovazione:

    formazione, ricerca e sperimentazione, innovazione-trasferimento all’impresa-prodotto, utilizzo

    riferita ai servizi. Anche in questa ottica sono stati evidenziati tutti gli elementi che rendono il Piano "riproducibile" in settori analoghi di altre realtà territoriali. Occorre anche precisare che per molti aspetti esso potrà essere preso in considerazione anche da una pluralità di settori (trasversalità) in cui distretti geograficamente distinti necessitano di integrazione a vari livelli (culturale, scientifico, tecnologico, etc.).
    Occorre qui porre nella dovuta evidenza come le due Università siano sensibili al trasferimento della innovazione: l’Università di Catania opera attraverso il Consorzio Catania-Ricerche (MEDIA Innovation Relay Center della Unione Europea), l’Università di Lecce attraverso il PASTIS-CNRSM, il Patto Territoriale della Provincia di Lecce e entrambe attraverso le convenzioni con le Associazioni degli Industriali.
    Infine è importante sottolineare che la valorizzazione e la fruizione del Patrimonio storico-artistico delle Università con la creazione di Musei e della Città della Scienza (quest’ultima luogo di sperimentazione per studenti e non) e con il largo uso di tecniche moderne di gestione delle informazioni, oltre a rappresentare un servizio alla didattica e ricerca Universitarie, rappresentano per la loro valenza esterna, una occasione per favorire "l’innovazione sociale e l’innovazione tecnologica in settori vicini al cittadino" (Libro verde sull’innovazione - linea d’azione 2) il quale si avvia ad essere così un elemento attivo di una "società cognitiva" (ibidem).
    Va infine posto in evidenza come la suddetta valorizzazione del patrimonio storico scientifico culturale delle Università costituirà un nucleo museale e scientifico destinato a sviluppare uno dei settori tradizionali dell’economia quale il turismo; l’iniziativa suddetta si integra nelle strategie di sviluppo territoriale, come testimoniato nel paragrafo sulle ricadute economiche.


     2. Settore dell'intervento
    Il progetto riguarda in primo luogo il settore degli interventi in campo educazionale, ed in particolare il miglioramento e potenziamento dei servizi alla didattica ed alla ricerca. Esso prevede altresì l'istituzione o il potenziamento di strutture museali o di conservazione, nonché lo sviluppo di servizi informatici per la fruizione su larga scala dei beni culturali valorizzati attraverso l'intervento stesso.


     3. Localizzazioni
    Tutti gli interventi sono localizzati nelle zone interessate dalle due Università. In particolare gli interventi (nell'ambito delle Iniziative) ricadono nel territorio dei Comuni di Catania e Aci Castello (in provincia di Catania) in Sicilia e nel territorio dei Comuni di Lecce e Brindisi in Puglia.
    Le localizzazioni di dettaglio delle singole Iniziative sono indicate nella tabella seguente:

     

    Iniziativa

    Localizzazione

       

    Iniziativa

    Localizzazione

    1

    Biblioteca Storica del Seminario Giuridico

    Catania - Ex Convento di S.Agata La Vetere

     

    13

    Laboratorio Multimediale e Simulazione

    Catania - Città Universitaria

    2

    Archivio Storico dell’Università di Catania

    Catania – Palazzo Centrale

     

    14

    Infrastruttura di fruizione e servizio

    Catania - Città Universitaria

    3

    Archivio Ceramografico

    Catania - Palazzo Tezzano

     

    15

    Laboratorio e Museo della Rappresentazione

    Catania - Palazzo Zingali - Tetto

    4

    Museo dello Studio

    Catania - Palazzo Centrale

     

    16

    Biblioteca

    Lecce - Ex Istituto Buon Pastore: B, C, D

    5

    Archeologia

    Catania - Ex Monastero dei Benedettini

     

    17

    Servizio per l’acquisizione e l’elaborazione elettronica della informazione bibliografica e documentaria

    Lecce - Ex Istituto Buon Pastore: C

    6

    Museo dell’edificio dei Benedettini

    Catania - Ex Monastero dei Benedettini

     

    18

    Servizio per l’acquisizione e l’elaborazione digitale di immagini e modelli tridimensionali, e il restauro e la ricostruzione virtuali

    Lecce - Ex Istituto Buon Pastore: C

    7

    Museo di Zoologia e Museo di Biologia marina

    Catania - Cittadella di via Androne
    Aci Trezza - Isola Lachea

     

    19

    Servizio per le Applicazioni Multimediali

    Lecce - Ex Istituto Buon Pastore: C

    8

    Orto Botanico ed Herbarium

    Catania - Orto Botanico

     

    20

    Museo Storico - archeologico della Università di Lecce

    Lecce - Ex Istituto Buon Pastore: C

    9

    Musei di Scienze

    Catania - Ex Casa degli Esercizi Spirituali

     

    21

    Museo Papirologico

    Lecce - Ex Istituto Buon Pastore: C

    10

    Città della Scienza

    Catania - Ex Casa degli Esercizi Spirituali

     

    22

    Museo Naturalistico

    Lecce - Campus Facoltà Scientifiche

    11

    Laboratorio di Tecniche non distruttive

    Catania – Dipartimento di Fisica

     

    23

    Cantiere - Scuola di Archeologia dell’Università di Lecce

    Lecce - Area Archeologica di Cavallino

    12

    Servizio per l’acquisizione e l’elaborazione elettronica della informazione

    Catania - Città Universitaria

     

    24

    Centro Nazionale di Ricerca e Servizio per la datazione al radiocarbonio con metodologie nucleari (AMS 14C)

    Brindisi - PASTIS - CNR - CNRSM di Brindisi

           

    25

    Infrastruttura di fruizione e servizi

    Lecce - Ex Istituto Buon Pastore: C


     4. Area di impatto
    Per quanto riguarda le finalità di potenziamento della didattica e della ricerca, l'area di impatto coincide con i bacini di utenza delle due Università e quindi, per l'Università di Catania, con le provincie di Catania, Siracusa, Ragusa, Enna e Caltanissetta e per l'Università di Lecce con le provincie di Lecce, Brindisi e Taranto.
    La stessa area di impatto può assumersi per gli aspetti di orientamento agli studi e di diffusione della cultura.
    L'istituzione ed il potenziamento di musei, biblioteche, Città della Scienza, etc, la conservazione di reperti ed altri beni di valore archeologico o storico, nonché lo stesso recupero e restauro di edifici a valore monumentale fanno assumere al Piano una valenza di carattere nazionale e internazionale, rafforzata dalla offerta di servizi multimediali di informazione a distanza attraverso il collegamento con la rete delle Università italiane.


     5. Obiettivi
    Gli obiettivi primari del Piano sono rivolti al potenziamento dei servizi per la didattica e la ricerca delle due Università.
    Più in generale è obiettivo del Piano potenziare le infrastrutture per uno sviluppo diffuso nei sistemi territoriali delle due Università della "Società dell’informazione", attraverso l’introduzione di avanzate tecnologie e metodologie informatiche e telematiche in grado di qualificare in forme aggiornate i settori della ricerca, della formazione e dei servizi innovativi nel campo dei Beni Culturali e Ambientali, anche ai fini della loro valorizzazione e fruizione.
    L'Università degli Studi di Catania ha da tempo avviato un sistema organico di gestione del patrimonio librario. Attraverso la realizzazione del Piano si vuole estendere il sistema e riconfigurarlo in modo da consentire il diretto accesso al catalogo unico e la possibilità di collegamenti a banche dati su rete geografica.
    Alcune collezioni scientifiche (Zoologia, Orto botanico ed erbario) sono attualmente solo parzialmente fruibili a causa di mancanza di spazi adeguati, anche se i Musei vengono aperti regolarmente al pubblico; altre (Paleontologia, Geologia, Mineralogia, Vulcanologia) si trovano in condizioni di estrema precarietà e necessitano di interventi immediati. Lo stesso dicasi per le collezioni artistiche e per gli archivi. Le collezioni di Archeologia sono addirittura chiuse in locali di proprietà del Comune e non sono fruibili per mancanza di spazi e di misure di sicurezza.
    L'obiettivo del potenziamento dei servizi é perseguito anche attraverso il recupero e la rifunzionalizzazione degli edifici di carattere storico in un'ottica che valorizzi, oltre al patrimonio proprio dell'Università, anche la riscoperta della città nei suoi quartieri del centro storico, i quali necessitano di un recupero oltre che fisico, culturale.
    L'Università degli Studi di Lecce si è sviluppata dal punto di vista edilizio intorno a due Poli, quello Scientifico, situato in un'area extracittadina, e quello Umanistico, collocato all'interno della città.
    Entrambi i poli necessitano dello sviluppo di servizi avanzati per la didattica e la ricerca, obiettivo che per essere raggiunto richiede una adeguata disponibilità di spazi e di attrezzature. Tali servizi, una volta realizzati, consentiranno, da un lato una adeguata fruizione di un cospicuo patrimonio librario, documentario e museale di cui l'Università dispone, dall'altro lo sviluppo di un "ambiente" ad alta tecnologia ove sia gli studenti che il personale troveranno occasione di apprendimento e/o arricchimento professionale.
    L'obiettivo di questo Piano è quello di rispondere alle esigenze appena accennate attraverso l'ampliamento e la ristrutturazione di edifici, soprattutto nell'area del Polo Umanistico, con l'intento di creare strutture che possano ospitare e rendere fruibile il patrimonio sopra citato e nelle quali sia inoltre possibile attivare una serie di laboratori per lo sviluppo e l’applicazione di tecnologie avanzate. Tali tecnologie potranno trovare inizialmente occasione di verifica proprio nella loro applicazione al patrimonio che si intende rivalorizzare.
    In sostanza, il Piano mira a rendere il patrimonio storico-scientifico e culturale delle due Università pienamente fruibile quale servizio per la didattica e la ricerca. Qualificanti appaiono come servizi alla didattica e ricerca i laboratori informatici e tecnologici che verranno attivati con la realizzazione del Piano stesso. Essi si rivolgeranno specificamente a quei settori dell’attività universitaria che avranno con essi una stretta attinenza tecnico-scientifica. Il Piano mira inoltre al potenziamento strumentale del territorio e al superamento di un pesante gap tecnologico di cui soffre oggi l’Italia nei confronti delle nazioni tecnologicamente più avanzate, come Francia, Inghilterra, Germania, Stati Uniti e Australia, dove da tempo esistono centri di ricerca e servizio per la datazione con metodologie nucleari e per l’analisi non distruttiva. Ciò permetterebbe al Mezzogiorno d’Italia di porsi come punto di riferimento, in un settore tecnologicamente avanzato, nei confronti degli altri Paesi del Mediterraneo, costituenti un bacino di utenza dalle potenzialità enormi.
    È anche obiettivo del Piano contribuire a formare competenze e professionalità che rispondano alla diversificazione richiesta dalla dinamica del lavoro. Queste professionalità potranno essere utilizzate sia nella fase della gestione dei "prodotti" del Piano (Musei, Città della Scienza, Archivi etc.), sia dal mercato del lavoro di alta qualificazione.
    È infine obiettivo strategico del Piano fornire le opportunità a tutti, studenti, docenti, cittadini per una crescita culturale complessiva che guardi alla scienza, alla tecnologia, alla storia, alla città come ad aspetti che concorrono unitariamente alla formazione della coscienza civile.


     6. Soggetti promotori
    I promotori del progetto nonché le autorità responsabili della domanda di finanziamento alla Commissione europea sono i seguenti:
  •  
  • Università degli Studi di Catania - Piazza Università, n° 2 - 90124 Catania
  •  
  • Università degli Studi di Lecce - Viale Gallipoli, n° 49 - 73100 Lecce
    L’Università degli Studi di Catania é stata istituita nel 1434. Essa unisce alla coscienza del suo passato ed alla responsabilità che ne deriva, la consapevolezza del ruolo che è chiamata a svolgere anche in considerazione del vasto territorio che ad essa fa capo e cioè le provincie siciliane di Catania, di Siracusa, Ragusa e Caltanissetta per un bacino di circa tre milioni di abitanti.
    Questo bacino è luogo di una vasta presenza di Beni Culturali che va dalle testimonianze pre-greche a quelle greche per arrivare fino ai monumenti barocchi e "Liberty".
    L’Università di Catania ha circa 54.000 studenti distribuiti in 11 facoltà, articolate in 35 corsi di laurea. Inoltre sono operanti 20 corsi di diplomi universitari (laurea breve), 4 scuole di specializzazione, la scuola di Ostetricia, 9 scuole dirette a fini speciali, 5 corsi di perfezionamento.
    Le facoltà sono le seguenti:
    - Giurisprudenza
    - Scienze politiche
    - Lettere e filosofia
    - Medicina e chirurgia
    - Farmacia
    - Chimica
    - Scienze matematiche, fisiche e naturali
    - Agraria
    - Ingegneria
    - Magistero
    - Economia
    L’Università di Catania possiede un notevole patrimonio edilizio nella quasi totalità ubicato nel Comune di Catania. Una notevole parte di tale patrimonio, di epoche che vanno dal barocco al Liberty, è di notevole pregio artistico e architettonico ed é per la maggior parte da recuperare e valorizzare. Una parte di tale patrimonio è oggetto dell’intervento a cui si riferisce la presente relazione.
    L’Università degli Studi di Lecce è stata istituita nel 1955 con la costituzione del Consorzio Provinciale Salentino per sostenere le prime due facoltà (Lettere e Filosofia e Magistero). Al momento della statalizzazione (anno 1967) le facoltà divennero tre con l’aggiunta di quella di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali.
    Da allora l’Università di Lecce è sempre cresciuta sia in termini di numero di studenti che di offerta formativa. Attualmente conta più di 22.000 iscritti e 8 facoltà, articolate in 18 corsi di laurea.
    Le facoltà sono le seguenti:
    - Beni Culturali
    - Economia
    - Giurisprudenza
    - Ingegneria
    - Lettere e Filosofia
    - Lingue e Letterature Straniere
    - Scienza della Formazione
    - Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali
    L’Università di Lecce insiste sul territorio della penisola Salentina (bacino d’utenza), che fra l’altro, costituisce un ricco "giacimento" culturale, costruito lungo i millenni in cui varie culture e civiltà (messapica, greca, latina, spagnola) si sono vivacemente confrontate, lasciando notevoli tracce di sintesi e di sedimentazione. Anche l’Università di Lecce possiede un importante patrimonio di edifici di pregio artistico ed architettonico, alcuni dei quali sono oggetto degli interventi del Piano in argomento. In entrambe le Università il numero degli studenti é risultato negli ultimi anni accademici in crescita, così come in media il numero dei laureati.


     7. Durata complessiva del piano
    Il piano ha una durata complessiva di 48 mesi.
    La durata delle singole iniziative del piano è riportata nel seguente diagramma:
    Diagramma dei tempi di realizzazione del piano
    Iniziative del Piano I anno II anno III anno IV anno
    Titolo

    1° sem

    2° sem

    3° sem

    4° sem

    5° sem

    6° sem

    7° sem

    8° sem

    00

    Edilizia

                   

    1

    Biblioteca storica del Seminario Giuridico

                   

    2

    Archivio Storico dell’Università di Catania

                   

    3

    Archivio Ceramografico

                   

    4

    Museo dello Studio

                   

    5

    Archeologia

                   

    6

    Museo dell’Edificio dei Benedettini

                   

    7

    Museo di Zoologia

                   

    8

    Orto Botanico ed Herbarium

                   

    9

    Musei di Scienze

                   

    10

    Città della Scienza

                   

    11

    Laboratorio di tecniche non distruttive

                   

    12

    Servizio per l’acquisizione e l’elaborazione elettronica dell’informazione

                   

    13

    Laboratorio Multimediale e Simulazione

                   

    14

    Infrastruttura di Fruizione e Servizio

                   

    15

    Laboratorio e Museo della Rappresentazione

                   

    16

    Biblioteca

                   

    17

    Servizio per l'acquisizione e l'elaborazione elettronica dell'informazione bibliografica e documentaria

                   

    18

    Servizio per l'acquisizione e l'elaborazione digitale di immagini e modelli tridimensionali, per il restauro e la ricostruzione virtuali

                   

    19

    Servizio per le applicazioni multimediali

                   

    20

    Museo Storico-archeologico dell'Università di Lecce

                   

    21

    Museo Papirologico

                   

    22

    Museo dell'ambiente

                   

    23

    Cantiere scuola di archeologia dell'Università di Lecce

                   

    24

    Centro nazionale di ricerca e servizio per la datazione al radiocarbonio con metodologie nucleari (AMS 14C)

                   

    25

    Infrastruttura di fruizione e servizi

                   

     

     8. Impatto sui partecipanti, sul territorio e sulla collettività
    Il progetto Catania-Lecce soddisfa l’obiettivo primario di realizzare un servizio originale ed innovativo per la didattica e la ricerca (formazione avanzata) attraverso la fruizione del patrimonio storico scientifico ed attraverso un ampio uso di mezzi informatici avanzati (società della informazione).
    Esso, tuttavia, presenta alcune valenze aggiuntive che è opportuno richiamare.
  •  
  • Possibilità di coinvolgimento degli studenti (anche organizzati in cooperative) in tutte le fasi, compresa quella di ricerca innovativa mirata al potenziamento dei servizi.
  •  
  • Possibilità di formazione presso le due Università di nuove professionalità nei settori collegati:
    * alla gestione del Piano nel suo complesso,
    * alla gestione delle reti,
    * alla prestazione dei servizi specialistici.
  •  
  • Possibilità di rendere fruibile ad un pubblico vasto, sia direttamente (visite nei musei e strutture analoghe) oppure indirettamente attraverso i servizi telematici, un importante patrimonio storico-culturale.
  •  
  • Possibilità di contribuire direttamente al miglioramento dell'economia locale attraverso la promozione del settore turistico dovuta alla creazione di un nucleo museale e scientifico di sicuro interesse con la valorizzazione del patrimonio storico, scientifico e culturale delle due Università.
  •  
  • Possibilità di contribuire alla valorizzazione dei centri storici ed al miglioramento del tessuto socio-economico delle città, sia attraverso il recupero e restauro di edifici di notevole valore architettonico, sia attraverso l'indiretta valorizzazione delle aree interessate dagli interventi.
  •  
  • Possibilità di sviluppare sinergie attraverso la partecipazione
    * di Enti pubblici di ricerca, quali in primo luogo INFN, ENEA, CNR, etc,
    * di Enti locali ( Comune di Catania, Comune di Lecce, etc).
  •  
  • Possibilità di trasferire alle imprese e/o ad altri organismi i risultati più significativi ed utili delle sperimentazioni connesse con la realizzazione e gestione del Piano (Consorzi Università - Imprese già operanti).


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