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Il Fondo D'Amico EdS

Silvio D'Amico


(Dall'Enciclopedia dello Spettacolo, vol. 4, coll. 42-45)


Scrittore e critico dramm. Italiano, direttore dell'Enciclopedia dello Spettacolo, n. a Roma il 3 febb. 1887 [m. ivi il 1 apr. 1955]. A Roma frequentò le facoltà universitarie di giurisprudenza, lettere e filosofia, laureandosi in giurisprudenza.

Dal 1911 fu assunto per concorso del Ministero della pubblica istruzione, Direzione generale antichità e belle arti. Dal 1915 al '17 fu volontario nella prima guerra mondiale. Nel 1923 lasciò il Ministero, essendo stato nominato prof. di storia del teatro nella R. Scuola di Recitazione presso l'Accad. Di S. Cecilia in Roma.

Nel I935, invitato dal governo a formulare il progetto per un'accademia d'arte dramm. in Roma, ne fu nominato pres., conservandovi la cattedra di storia del teatro.

Intanto fin dall'ott. 1914 era entrato nella red. del quotidiano romano L'Idea nazionale come vice del suo critico dramm. Domenico Oliva. Morto l'Oliva nel 1917, e terminata la guerra, gli succedette alla fine del '18 come titolare della rubrica, tenendo anche la dir. della terza pagina del giornale. La stessa rubrica tenne dal 1925 nella Tribuna, con cui L'Idea nazionale si era fusa, e dal 1941 al '43 nel Giornale d'Italia, che abbandonò all'epoca dell'occupazione tedesca. Dal 1945 riprese la critica dramm. nel Tempo di Roma. Oltre che sui quotidiani predetti, esercitò continuativamente la stessa critica in più periodici: dal 1923 al '28 su La Festa di Milano, dal 1934 al '46 su La nuova antologia, dal '52 su L'approdo e su L'Illustrazione italiana. Dal 1945 fu pure titolare delle cronache dramm. alla Radio Roma.

Ha fondato, e dal 1932 al '36 ha diretto insieme con Nicola De Pirro, la riv. teatrale Scenario, dal 1937 al '43 ha diretto la Rivista italiana del dramma (poi Riv. italiana del teatro), pure da lui fondata, e edita dalla Soc. degli autori; ha diretto la coll. crit. "Il Teatro del Novecento" ed. da Treves (5 voll. di differenti autori: Italia, Francia, Inghilterra, Germania, Russia), e la collana di testi teatrali intit. "Repertorio" per le ed. Roma (21 voll.). Ha collaborato a importanti quotidiani e periodici italiani e stranieri, nonché all'Enciclopedia italiana (dove ha diretto la Sez. del teatro) e all'Encyclopaedia Britannica. Ha tenuto conferenze e corsi di lezioni sul teatro italiano in molte città d'Italia e in Francia, Spagna, Svizzera, Austria, Belgio, Polonia, Cecoslovacchia, Romania, Grecia, Malta, Argentina, Uruguay, Brasile. È stato delegato dell'Italia in più congressi internaz. del teatro (Parigi, Barcellona, Zurigo, Roma) e della critica (Praga), segretario del Convegno Volta per il teatro presieduto in Roma da Luigi Pirandello presso l'Accad. d'Italia nel 1934; pres. del Congresso dell'Inst. Internat. du Théâtre a Venezia nel 1952.

Tralasciando d'esporre qui altre sue attività svolte in libri di viaggi e di letteratura a sfondo cattolico, si ricorda che, per quanto riguarda la critica della letteratura dramm., le sue ricerche d'un teatro nuovo, fuori dell'ormai stanca "routine" ottocentesca, cominciarono a concretarsi nei primi, incerti saggi raccolti in un vol. intit. Il Teatro dei fantocci (1920), dove tentava un esame (da lui stesso poi rettificato e in parte rifiutato) degli autori italiani e di alcuni illustri stranieri venuti in voga nel primo dopoguerra. Due anni dopo, egli proponeva nell'Idea nazionale (11 ott. 1921) la prima interpretazione italiana di Pirandello come poeta tragico dell'ora europea; a cui nello stesso giornale (dic. 1921 e apr. 1922) seguì la polemica con Marco Praga, sul tramonto del teatro naturalistico. Poi nel vol. Il Teatro italiano (1932, primo della cit. coll. "Il Teatro del Novecento") intese illustrare la riacquistata originalità del dramma italiano, finalmente uscito dalla imitazione ottocentesca del francese. Più tardi, nei 4 voll. della sua Storia del teatro drammatico (universale, 1939-40), dove si traccia per sommi capi l'evoluzione del dramma e della sua rappr., ha rilevato il posto d'onore occupato dal teatro italiano nella civiltà umana. Sparsi saggi sul valore specialmente morale del più vario teatro moderno ha raccolto nel vol. Dramma sacro e profano (1942). Nel 1944 ha iniziato il piano della Enciclopedia dello Spettacolo.

Quanto alla pratica del teatro, all'interpr. scenica, all'organizzazione, ai rapporti con lo Stato, ecc., fin dagl'inizi della sua attività D. dichiarava la propria delusione per la frattura prodottasi tra la vita deIIa scena e quella dello spirito italiano; e invocava, oltre alla protezione dello Stato al teatro d'arte (ma non mai la sua burocratizzazione), la guida del direttore illuminato in luogo della prepotenza del cosiddetto divo o mattatore (Maschere, 1921). Tali invocazioni divennero più consapevoli dopo i primi viaggi di D. all'estero (Tramonto del grande attore, 1929) e propugnate sempre più chiaramente dalla cit. riv. Scenario, nel cui primo fasc. (1932), tra l'altro, si proponevano per la prima volta le parole regìa e regista. Alla discussione di problemi pratici oltre che estetici erano dedicati altri suoi voll.: La Crisi del teatro (1931), Invito al teatro (1935), Il Teatro non deve morire (1945); alla dimostrazione dei compiti del regista, il vol. da lui curato, La Regìa teatrale (1947), e il suo sommario storico della regìa attraverso i secoli, Mettere in scena (1954). Infine, accettando il mandato di dar vita a una moderna scuola nazionale di arte scenica, e di presiederla, egli intese costituire un centro che fosse di preparazione insieme tecnica e culturale, per fornire alla scena italiana i suoi moderni interpreti, non solo attori, ma anche (novità guardata con maggiori diffidenze) registi. A contrastare quelle diffidenze, D., dal nov. 1939 all'apr. 1940, si pose a capo di un gruppo di suoi giovani allievi, che nell'ambiente teatrale fu battezzato "Compagnia dell'Accademia"; e che, svolgendo un particolare repert. classico (Jacopone, Shakespeare, Gozzi, Metastasio) e moderno (Barrie, Betti, Angeli, Evreinov), rivelò al pubblico delle più assortite città italiane alcuni dei reg. e attori oggi più noti. A essi hanno poi seguito molti altri, usciti dalla stessa Accad., o ispirati ai suoi principi e al suo esempio.
S. d'A.

Il giorno della sua morte tutti i teatri di Roma rimasero chiusi in segno di lutto, mentre in quelli di Milano, Torino e Bologna lo scomparso fu commemorato in un intervallo: ai funerali, celebrati a spese della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del Comune di Roma, dell'Accademia d'arte drammatica e del quotidiano Il Tempo, si alternarono ai cordoni i maggiori esponenti del rinnovato teatro italiano. Al suo nome s'intitolarono sia l'Accademia d'arte drammatica che la Scuola del Piccolo Teatro di Trieste; inoltre un premio annuale istituito dalI'IDI per uno o più saggi critici riguardanti la letteratura dramm. ital. dall'inizio del secolo a oggi.

Continuano in suo nome l'Enciclopedia dello Spettacolo coloro che insieme a lui ne avevano elaborato i criteri e la struttura. - Vedi Tav. VII.

OPERE: a) lavori dramm.: Savonarola poema tragico in versi in collab. con G. A. Rosso (Roma, T. Argentina, 17 genn. 1913, Comp. Stabile; ed. Roma 1913); Mistero della Natività, Passione e Resurrezione di Nostro Signore tratto da laudi dei secc. XIII e XIV (Padova, 20 giu. 1937. reg. T. Pavlova: ed. Roma 1937).

b) Critica e storia del teatro: Il Teatro dei fantocci, Firenze 1920; Maschere, Milano 1921; Ibsen, ivi 1928; Tramonto del grande attore, ivi 1929; La Crisi del teatro, Roma 1931; Invito al teatro, Brescia 1935; Il Teatro italiano (del Novecento), Milano 1932, 2a ed. ivi 1937; Storia del teatro drammatico, ivi 1939-40, 4 voll., 2a ed. ivi 1950, 3a ed. ivi 1953 (trad. in spagn. Historia del teatro universal, Buenos Aires, 1954-56); Dramma sacro e profano, Roma 1942; Il Teatro non deve morire, ivi 1945; Il teatro drammatico (italiano), in Questioni e correnti di storia letteraria, Milano 1949, pp. 901-54; Palcoscenico del dopoguerra, Torino 1953, 2 voll. (racc. di cronache dramm. Iette alla RAI dal mar. 1945 al dic. 1952); Mettere in scena, Firenze 1954; Epoche del teatro italiano, id.

A cura di S. d'A.: Storia del teatro italiano (10 conferenze di P. Toschi, G. Toffanin, S. d'A., F. Torrefranca, C. Padovani, E. Bodrero, M. Ferrigni, C. Giachetti, G. Bellonci, C. Pavolini, con una introd. di L. Pirandello), Milano 1936; La Regìa tratrale (scritti di S. d'A., G. Guerrieri, E. Lo Gatto, G. Salvini, O. Costa, Z. Tonecki, A. Spaini, V. Pandolfi, S. Tòfano, A. Fiocco, G. Prosperi), 2a ed. Roma 1947.

c) postume: Teatro italiano, Milano 1955-56, 3 voll., antologia di testi da Cielo d'Alcamo a P. Ferrari, curata da D. in collab. con N. Gallo; Rinascita del Dramma Sacro, S. Miniato 1955, racc. di scritti di D. a cura di A. Fiocco; in preparazione una scelta di scritti di cronaca dramm. a cura di E. F. Palmieri; ristampe, nuove scelte e antologie sono in programmazione.

BIBL.: per un'ampia bibl. cfr. il n. 1 dei Quaderni del P. T. di Torino (1957) dedicato a D.; qui si ricordano E. Bodrero, S.d'A., in Gazzetta di Venezia, 23 mar. 1923; C. Suckert, S. d'A., in Lo Spettatore Italiano, 15 mag. 1924; O. Vergani, Un giornalista cattolico, in Corriere della Sera, 16 genn. 1927; M. Gromo, S. d'A., in Il Baretti, 1927, n. 11: A. Spaini, Specchio di vera fede, in L'Ambrosiano, 1 lu. 1928; C. Angelini, S. d'A., in Testimonianze cattoliche, Pavia 1929; E. Audisio, D. e Bragaglia, in Comoedia (Parigi), 28 ott. 1929; P. Mignosi, S. d'A., in Polemica cattolica, Palermo 1930; A. Valenti, S.d'A., in Italia letteraria, 16 nov. 1930; G. De Luca, in Scuola e Cultura, 10 febb. 1933 (recensione a Certezze); V. Pandolfi, Contributo di un critico al teatro, in Roma fascista, 4 sett. 1940; e i necrologi di G. Prosperi, in Il Tempo, 2 apr. 1955; I. Ripamonti, in Avanti!, ed. milanese, id. (tale art. provocò una replica di P. Grassi, ivi 5 mag. e una risposta di I. Ripamonti, ivi, 7 mag.); R. Radice, in Giornale d'Italia, 3 apr. id.; A. Frateili, in Paese-Sera, 5 apr. id.; N. Chiaromonte, in Il Mondo, 12 apr. id.; F. Zardi, in Cronache, id.; E. F. Palmieri, in Epoca, id.; G. Calendoli, in Lo Spettatore critico, apr. 1955; S. Giovaninetti, L'Illustrazione Italiana, id.; D. Modrone, in La Civiltà Cattolica, 7 mag. id.; L. Squarzina, in La Biennale di Venezia, giu. 1955. A D. sono stati ded. il numero del 1 lu. 1929 del Libro Italiano (con scritti di C. Pavolini, G. Gherardi, C. Lodovici, ecc.); il n. 15 (1955) della Fiera Letteraria (scritti di A. Fiocco, S. Angeli, E. Anton, G. Antonelli, G. Cohen, L. Chancerel, V. Gassman, G. Gigliozzi, R. Radice e un'antologia di D.); il n. 109 (1955) di Sipario (scritti di D., R. Rebora, V. Gassman, L. Squarzina); il cit. n. 1 (1957) di Quaderni del P. T. di Torino.


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